Chiesa San Lorenzo Martire
Con atto del 23 giugno 1574 il barone Pietro Montaperto
Belguardo fece costruire con diritto di patronato la parrocchia dedicata
a San Lorenzo Martire. L’atto fu depositato presso il notaio Nicolò Bellotta
di Agrigento. Lo storico Vito Amico sostiene, però, che fino all’Ottocento
la chiesa più importante era intitolata a Santa Maria delle Grazie, in
cui meritava attenzione una cappella dedicata a San Lorenzo, ed erano presenti
altre tre chiese gestite da un vicario del vescovo dell’allora Girgenti.
Esattamente: “… nella chiesa principale intitolata a Santa Maria delle Grazie
merita attenzione la cappella del martire San Lorenzo patrono degli abitanti;
sono suffraganee alla maggiore tre altre chiese …”.
La struttura muraria, spessa in media m 1,50, è costruita in pietra locale
sbozzata di tipo calcareo-travertinoide e malta, salvo gli angoli, che invece
sono realizzati in pietra arenaria da taglio (tufo) e il basamento dei
cantonali in calcare bianco. La facciata, elegante nella sua semplicità,
presenta interessanti elementi architettonici che fanno pensare a differenziati
interventi in epoche diverse, ultimo dei quali intorno al 1747. Si ha
notizia di una Confraternita operante nella stessa Chiesa, che si adopera
per quelle trasformazioni relativamente recenti (XIX secolo), che portano
ai finti stucchi, alla sostituzione della pavimentazione (forse di mattoni
smaltati) con marmi locali ed a piccoli interventi di risarcitura delle
murature.La Chiesa è costituita da un’unica navata larga m 8,30, lunga m 25,30 ed alta m 16,40,
chiusa sul fondo da un’ampia abside che accoglie l’altare maggiore, il fonte
battesimale ed il coro.
Lungo le pareti laterali, tutte ornate di stucchi sono probabilmente del XIX secolo,
sono disposti gli altari laterali e le molte edicole; in corrispondenza degli altari,
ad una quota superiore il fregio, sono ubicate le finestre, alcune delle quali murate
corrispondenti al lato nord (via Rosario).
Al di sopra della parte centrale e dell’ingresso, disimpegnato da una separazione in
legno e vetro, si trova la cantoria sorretta da due colonne con definizioni di stile
neoclassico.
Alla cantoria si accede attraverso la torre campanaria.
Nella facciata sono interessanti anche il portale con sovrastante timpano triangolare
e la grande finestra lesenata. Un trittico di campane sormonta la facciata.
Tutte le parti architettoniche sono realizzate in tufo così come i cantonali.
Accanto la Chiesa è presente una canonica con notevoli balcone e finestre bisognose di restauro.
Di notevole pregio sono le tre tele che abbelliscono la volta a botte della Chiesa.
I primi due dipinti, l’Ultima cena e il Martirio di San Lorenzo, sono da attribuire
a Vincenzo Ognibene che li dipinse nel 1846, come testimonia la scritta posta al contrario
rispetto al verso di osservazione. La terza tela (trattasi effettivamente di un quadro),
posta nell’abside, raffigura Sant'Anna e non se ne hanno notizie.
Nel corso dell'ultimo restauro, completato nel 2000, è stato riportato alla luce l'antico
fonte battesimale; allo stesso modo, la scala di accesso alla chiesa è stata ripristinata nelle forme di un tempo.
