Intervista al maestro Francesco Buzzurro

Francesco Buzzurro, taorminese di nascita ma agrigentino di adozione, inizia a soli 6 anni a suonare la chitarra.
Diplomatosi al Conservatorio Bellini di Palermo, si perfeziona presso l’International Arts Academy di Roma sotto la guida di Stefano Palamidessi, David Russell, Alberto Ponce, Hopkinson Smith e John Duarte. Laureatosi in Lingue Straniere, sviluppa un’intensa attività concertistica e vince tre concorsi nazionali: il “Savona in Musica”, il “Città di Alassio” ed il “Benedetto Albanese” di Caccamo in Sicilia.
Francesco BuzzurroAlla sua passione per la musica classica, affianca una profonda attività di ricerca nell’ambito della musica jazz. Ha suonato con alcuni dei “mostri sacri” del jazz internazionale e nazionale come Toots Thielemans, Diane Schurr, Arturo Sandoval, Joe Bowie, Bob Mintzer, Bill Russo, Frank Foster, Mickey Howard, Peter Erskine, Roberto Gatto, Marco Tamburini ed altri ancora.
Il suo primo lavoro discografico “Latinus”, con la prefazione di Franco Cerri e di Maurizio Colonna, viene recensito da La Repubblica, Il Giornale di Sicilia, Famiglia Cristiana, ed anche da riviste specializzate come Chitarre, Guitar Club, Ritmo, Basi Media Magazine etc...

Maestro, come nasce la sua passione per la musica?
Da bambino, all’età di 6 anni mio padre mi insegnò a cantare e a suonare la chitarra.
Come mai, tra tutti gli strumenti musicali che esistono, ha scelto proprio la chitarra?
Perché è uno strumento meraviglioso che puoi appoggiare al cuore sentendone le vibrazioni e tentando di trasferirle così al pubblico.
Viene detto spesso che la musica sia un linguaggio universale che unisce popoli e culture differenti; Lei, che ha viaggiato molto, portando la sua musica per il mondo, ha avuto modo di constatarlo?
Si, la musica è la lingua più parlata nel mondo ed abbatte tutte le barriere ideologiche, razziali e religiose.
Quali consigli può dare a quei giovani che intendono avvicinarsi allo studio di uno strumento e, di conseguenza, intraprendere la carriera di musicista?
Posso dire che il primo passo è senza dubbio quello di studiare… è inutile pensare che si arrivi al successo con le scorciatoie poiché prima o poi i nodi vengono al pettine… nell’arte non si può barare, sarebbe come mancare di rispetto a coloro i quali se ne servono per nutrire lo spirito e quindi anche a noi stessi.
La sua partecipazione al memorial in onore di Pippo Montalbano e, l’anno scorso, la piacevolissima improvvisata con i “Direzione Sud” hanno dimostrato l’affetto e la stima grandissimi che la gente di Montaperto nutrono nei suoi confronti; come accoglierebbe la prospettiva di offrire una serata tutta sua alla piazzetta del borgo?
Lo farei con piacere e credo che il comune possa provvedere in tal senso organizzando un concerto nella maniera più consona alla location.
Ci fa il grande piacere di lasciare un saluto a tutti gli utenti del nostro sito?
Saluto  molto volentieri tutti i montapertesi. Loro conoscono a fondo la mia vicenda umana e sanno quanto sono legato a questo piccolo borgo nel quale, per fortuna, è ancora possibile vivere lontano dai rumori, stare a contatto con una splendida natura e goderne tutti i benefici.
A presto allora e ….buona musica a tutti!

Anna Bilello